Mi presento

Salve a tutti, mi presento: sono John Trapper, decano di specialità e esperto in gran parte delle tecniche scout.

Lungo la mia strada ho collezionato un gran numero di capacità e specialità: non vedevo l’ora di mettermi alla prova ogni volta in qualcosa di nuovo che potesse stuzzicare la mia fantasia conoscendo tecniche nuove e andando alla ricerca di modi sempre più sofisticati per, non so, fare costruzioni al campo che mi permettessero di stare il più comodo possibile, modi innovativi per gestire fuochi di bivacco, tecniche e modi corretti per affrontare al meglio e con preparazione un bell’hike, e chi più ne ha più ne metta!

Nel corso della mia (ahimè) lunga carriera ho imparato ad apprezzare il senso profondo del “Sii preparato”, perché è vero: occorre una sana pianificazione e buona preparazione per realizzare qualcosa che sia veramente efficace.

Ecco allora che ho deciso di iniziare questa rubrica intitolata “Tecniche” per raccontare un po’ della mia esperienza e svelare magari qualche piccolo trucco che ho imparato. Chissà se non riuscirò a mia volta ad interessare e incuriosire qualcuno che mi legge!

Una tecnica fondamentale per uno scout

Una delle prime cose che ricordo di aver imparato, e mai più dimenticato, è il necessario da inserire nel mio zaino. Nel corso degli anni ho poi capito che c’è modo e modo di fare uno zaino: se lo si vuole portare senza dolorosi mal di schiena, e senza lasciare qualcosa a casa, allora bisogna avere tecnica!

Ecco un piccolo schema del mio zaino ideale. Te ne illustro le caratteristiche in dettaglio:

A – cinghie lunghe per carichi esterni (come lo stuoino)

B – sotto la patella nella tasca impermeabile, o in mancanza inseriti in una busta di plastica, metto la carta topografica, la bussola, e faccio in modo di avere il mio nome e indirizzo sempre cucito, così da riconoscere il mio zaino

C – bicchiere, spazzola, necessario per cucire, fiammiferi, carta igienica

D – quaderno di caccia, da portare sempre con te

E – borraccia, sandali

F – sempre a portata di mano, per un pronto uso, metto sempre qui il mio impermeabile poncho

G – maglione, così da averlo subito pronto e non dover svuotare l’intero zaino quando scende la notte e la temperatura

H – camicia dell’uniforme

I – sacca con gavetta, posate e straccio: quest’ultimo utile sia come tovaglietta che per asciugare la mia gavetta dopo ogni lavaggio

L – ricambio di magliette e biancheria: oggetti morbidi che non mi diano problemi durante la marcia

M – eventuale coperta

N – sacco a pelo

O – pantaloni di ricambio

P – ricambio scarpe

Q – torcia con pile di ricambio: sono entrambe essenziale per qualsiasi uscita, non dimenticartene mai!

Uno zaino che si rispetti va ben equilibrato e distribuito nei pesi: ricorda di mettere sempre gli oggetti più pesanti in fondo allo zaino e quelli più leggeri in cima. In questo modo lo zaino avrà un baricentro basso e durante la marcia porterai il suo peso sul bacino e non sulle spalle: è proprio questo il segreto per non affaticarsi in marcia con uno zaino.

Anche il bilanciamento laterale è importante: è scomodo e fiaccante portare uno zaino che pende da un lato. Ricorda la regola d’oro: uno zaino è ben fatto se sta in piedi a terra da solo.

Spero con questo di averti dato un buono spunto per il tuo equipaggiamento futuro.
Ci leggeremo presto con tante altre rubriche, ma fino a quel momento ti auguro una

Buona Avventura
John Trapper