“Se chiudo gli occhi riesco ancora a vedere tutto quel movimento e quell’allegria che mi scalda l’anima.”

Hai mai sognato di avere la capacità di congelare per un breve periodo di tempo tutti i tuoi impegni e preoccupazioni per vivere un’esperienza indimenticabile?

Io l’ho sempre desiderato, e nell’estate del 2016 sono riuscita a realizzare il mio desiderio. Quando sono partita per il mini-Jamboree [campo scout mondiale con più di 30 mila partecipanti, ndr] permanente ancora non avevo realizzato a quale magnifica avventura sarei andata incontro.

KISC (Kandersteg International Scout Center) non è solo uno scout centre, KISC è divertimento, nuove amicizie, panorami spettacolari, ballare, ridere, commuoversi, sognare, vivere!

Ricordo il primo giorno di campo, il 1° agosto, il giorno nazionale della Svizzera: appena sveglia l’aria era già di festa, i campi da calcio e beach volley erano pieni di scout da tutto il mondo che si scatenavano a suon di musica, alcuni giocavano con un pallone da spiaggia gigante, altri camminavano su un filo sospeso, molti invece stringevano amicizia e scherzavano con persone di culture totalmente diverse dalle loro. Sentirsi parte di una cosa così grande mi faceva salire l’adrenalina a mille. Se mi chiedessero “Aurora, come descriveresti una giornata tipica al Kandersteg International Scout Centre?”

Io risponderei dicendo che si può riassumere con la parola “Avventura”, come quando ci siamo calati da una roccia di circa 10m, o quando siamo saliti sul Rodelbahn, lo scivolo più grande del mondo; con “natura”, che era chiaramente l’aspetto dominante nei paesaggi; e infine “amicizia”, e su quest’ultima vorrei raccontare alcuni dei miei ricordi più belli.

Il 2 Agosto, durante un’attività chiamata International Friendship Trail, che aveva lo scopo di far conoscere più persone possibili nel campo, io e la mia Pattuglia abbiamo incontrato un gruppo scout tedesco che è riuscito a colpirci fin da subito per l’energia che ci trasmetteva e per la loro immensa allegria; abbiamo deciso quindi di invitarli a cena. Dopo aver fissato l’appuntamento alle 20:00 nel nostro sottocampo, torniamo dal nostro Reparto a dare la notizia per programmare insieme i dettagli della serata.

Una volta arrivati gli ospiti, il divertimento era assicurato: tutti cercavano di comunicare in un modo o nell’altro, chi parlando in inglese chi usando i gesti, con i ragazzi stranieri, facendo giochi, indovinelli, o semplicemente scambiandosi informazioni personali. Dopo averli accolti, ci hanno offerto il tè chai, un particolare tipo di tè alla frutta che bevono solo nelle occasioni importanti, ciò ha costituito per me un elemento di particolare rilevanza, perché mi ha fatto realizzare la grandezza di ciò che stava succedendo, non capita certo tutti i giorni di invitare a cena un gruppo di un’altra nazione!

Il secondo mio ricordo più bello, per quanto riguarda l’amicizia, è stato quello del 7 agosto, quando abbiamo allestito la festa italiana: balli, svago, spaghetti e pizze fritte. Quella sera avranno partecipato centinaia di persone, era tutto così surreale!

Se chiudo gli occhi riesco ancora a vedere tutto quel movimento e quell’allegria che mi scalda l’anima.

Questo lungo viaggio, ha cambiato profondamente in me il modo di vedere il mondo e gli avvenimenti che mi circondano: ho imparato a non smettere mai di sognare, che con tanta buona volontà tutto è possibile, che non bisogna mai arrendersi. In fondo, solo i sognatori sono riusciti a rendere il nostro pianeta un posto migliore.

Ripensare a tutto ciò che ho vissuto lì riesce a far scendere una lacrima di commozione sul mio viso, questo viaggio mi ha aiutata a crescere ed ora è parte di me. Le tende sono state smontate il 10 agosto in Svizzera, ma nel mio cuore sono ancora imponenti e pronte per la prossima avventura.

 

Aurora Testa,
Reparto Sherwood,
San Sebastiano al Vesuvio