Quando si entra nella grande famiglia degli scout si riceve, quale simbolo della promessa che si sta prestando, un foulard da mettere attorno al collo.

Visto da fuori è più o meno un pezzo di stoffa tagliato a triangolo ed arrotolato su di un lato che viene chiuso con un fermaglio rimovibile. È di colore variabile a seconda del gruppo di appartenenza e nel tempo lo stesso gruppo ne può adottare di diversi. Può essere tenuto al collo oppure usato per necessità diventando, di volta in volta, una benda, un supporto per tenere un arto, uno strumento per sollevare oppure la custodia di oggetti personali, e, perché no… un prezioso dono.

Questo pezzo di stoffa tagliato a triangolo e arrotolato su di un lato racchiude un mondo, un’essenza speciale ed un valore che va oltre la sterile materia prima e rappresenta l’appartenenza ad un codice di valori al quale si promette di appartenere qualunque sia l’età, la religione, l’estrazione sociale. È un simbolo che ci identifica come scout e attraverso il quale altri scout si riconoscono perchè attraverso questo “triangolo speciale” ci si sente tutti appartenenti ad una unica famiglia, oltre al fatto che costituisce una scelta valoriale da rinnovare ogni volta, anche quando la vita non ci consentirà più di indossarlo come quando si era ragazzi.

Quando incontrate uno scout provate a chiedere cos’è la “promessa” e fatevi raccontare come vive l’appartenenza a questa famiglia e scommetto che le risposte vi stupiranno. È un regalo che ci è stato lasciato da Baden Powell e che nel corso del tempo è diventato il nostro segno distintivo più di ogni altra cosa. Più di ogni altra cosa, però, è un impegno a vivere pienamente ed ogni giorno i valori di correttezza, solidarietà, disponibilità, tolleranza e apertura al prossimo per farli esser parte di un’onorevole condotta di vita, e seppur sia difficile tradurre questi che possono sembrare eterei valori in azioni concrete ed efficaci, ci impegnato come educatori in un lavoro educativo lungo e complesso i cui frutti si vedono nel medio termine.

Io sono un adulto volontario dello scoutismo ed assieme ad altri volontari crediamo che aiutare dei ragazzi a crescere all’interno di un sistema di valori sia il mondo più efficace per migliorare il mondo perchè i giovani di oggi saranno la classe dirigente di domani, e mai come oggi poggiare le proprie scelte su valori positivi può essere così determinante per il nostro futuro.

Una volta l’anno celebriamo il Thinking Day (La giornata del Pensiero), la festa mondiale degli scout nella quale ricordiamo quali sono le nostre origini e quale sviluppo produce lo scoutismo nel mondo. Rinnoviamo il nostro impegno anno dopo anno, “pensiero” dopo “pensiero” insieme con i fratelli scout di ogni nazione per non dimenticare che siamo cittadini del mondo, portatori di una visione aperta ed inclusiva nella quale le differenze diventano ricchezze da condividere.

In questa occasione ogni anno ricordiamo i successi, le sfide, l’impegno, le opportunità di crescita e rinnoviamo la promessa scout che portiamo al collo, ognuno con il proprio foulard colorato.

Un carnevale di colori fatti da un pezzo di stoffa tagliato a triangolo e ripiegato su di un lato.

 

Dopo tutto lo scoutismo è un “grande gioco “, sta a noi decidere se giocarlo fino in fondo!..

 

 

Giovanni Bocchino
Commissario della Sezione di Portici